Pescara, alloggi a clochard: Allegrino scrive a Masci: Soluzioni esistenti

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L'ex assessore di Pescara alle Politiche sociali Antonella Allegrino interviene sul dibattito mediatico di questi giorni circa la sistemazione dei senza fissa dimora, anche a seguito di recenti sgomberi dell'attuale Giunta guidata da Carlo Masci. Sistemarli nelle case pignorate ai criminali, cercare nuovi spazi in collaborazione con la Caritas : queste alcune proposte del nuovo governo comunale, come se finora non fosse mai stato fatto nulla, mentre la precedente giunta, grazie anche a un "tecnico" come la Allegrino, ha dato una svolta epocale alla sistemazione e assistenza ai clochard. Anche deliberando il co-housing poco prima delle elezioni che hanno decretato il passaggio dal centro-sinistra al centro-destra dell'Amminitrazione comunale. Fa bene anche l'attuale assessore al sociale Nicoletta Di Nisio (nella foto a destra, col sindaco Masci) a preoccuparsi per l'inverno ma le soluzioni adottate in quelli precedenti sono replicabili e anche più economiche agli hotel del passato remoto.

"Caro Sindaco, gentile Assessore all'ascolto del disagio sociale - scrive la Allegrino - da giorni seguo i dibattiti sulla carta stampata che riguardano i senza dimora presenti sul territorio comunale. Nel corso dei due anni e otto mesi del mio impegno nell'amministrazione comunale come assessore alle politiche sociali, me ne sono occupata molto, in collaborazione con gli assistenti sociali e con le associazioni sensibili alla problematica. Per questo motivo, desidero consegnare a voi amministratori e alla città l'esperienza che abbiamo condiviso a sostegno dei senza dimora, ricordando due aspetti fondamentali che hanno mosso il nostro operare: il senso di umanità e le norme che regolano il nostro vivere civile, collegate al diritto dei cittadini a una città vivibile e decorosa. Considerando che Pescara risulta essere una destinazione di riferimento per posizione geografica, collegamenti e per tipologia di servizi di accoglienza sia comunali sia del privato sociale, costituito da numerose associazioni impegnate nel contrasto del fenomeno della marginalità, la prima iniziativa utile avviata è stata l'attività serale delle unità di strada, garantita dalle stesse associazioni con personale specializzato per monitorare il territorio e svolta in rete e in contatto con la polizia municipale. Questo tipo di attività ha consentito di fronteggiare eventuali emergenze, di tenere pressoché sotto controllo il fenomeno e verificare che i senza dimora, sul nostro territorio, sono circa 200, con variabili collegate a una presenza maggiore durante le festività e in alcuni mesi dell'anno. 

"Secondo aspetto di grande utilità nell'esperienza delle unità di strada - prosegue l'ex assessore che nella foto a sinistra dialoga con una clochard per strada insieme a Luigina Tartaglia della Caritas - è stato il coordinamento della rete e cioè la collaborazione tra le associazioni, promossa e sollecitata come amministrazione comunale. Ciascuna di esse, infatti, grazie alle proprie specificità e competenze, è in grado di garantire un grande contributo al contenimento e al controllo del fenomeno: l'associazione 'On the road', con la sua struttura 'Train de vie' all'interno della stazione, accoglie ogni giorno i senza dimora offrendo colazioni, docce, laboratori e altra assistenza; la Caritas, con la 'Cittadella della Carità', provvede all'accoglienza notturna, sebbene per soli 21 giorni consecutivi, e al pranzo e alla cena ogni giorno per l'intera settimana; le Dame di San Vincenzo gestiscono le docce comunali di via Gran Sasso e, infine, l'associazione 'Papa Giovanni XXIII', insieme alla Comunità di Sant'Egidio, alla Croce di Malta e ad altre onlus,di sera si reca in stazione e in altri luoghi sensibili per assistere e garantire ascolto ai senza dimora.
Oltre alle unità di strada e alla rete attivata in collaborazione con le associazioni, abbiamo realizzato il 'Piano freddo', l'importante progetto che ha consentito, per due anni, di affrontare in maniera dignitosa ed economica, la più grande emergenza dell'anno, senza lasciare persone in strada e offrendo loro un posto letto al caldo, la colazione al mattino, servizi igienici e assistenza. Il primo anno abbiamo organizzato l'ospitalità nel Centro 'Monsignor Britti' di via Rio Sparto (nell'ultima foto a destra, ndr), una struttura molto adatta all'accoglienza; il secondo anno abbiamo individuato come luogo la ex scuola di via Lago Sant'Angelo (nella foto qui sotto a destra, ndr), meno idonea del primo ma altrettanto utile allo scopo. 

"Per i due mesi invernali più freddi dell'anno - prosegue la missiva -  dalle 19 alle 9 del mattino, abbiamo accolto dai 50 agli 80 (e a volte 100) senza tetto, con il supporto delle associazioni e grazie al 'Piano freddo', svolto il primo anno in via sperimentale e assegnato, il secondo anno, con un bando di co-progettazione all'interno del Pronto intervento sociale (Pis), inserito nel Piano sociale. Le attività elencate non sostituiscono, in alcun modo, quello che oggi, a livello europeo e mondiale, è considerato l'obiettivo principale: la necessità prioritaria di fornire una casa ai senza dimora e cioè l''Housing first', il modello per il quale anche l'Europa ha fondi disponibili. Non facile come soluzione, ma indispensabile. Complessa la realizzazione: lo dimostra il bando comunale per la richiesta di alloggi andato deserto e lo dimostreranno le proteste che l'amministrazione riceverà quando gli abitanti delle strade in cui sono posti gli immobili sequestrati alla criminalità e che il Comune vuole utilizzare per i senza dimora, si accorgeranno che queste persone, a volte con problemi di dipendenza da alcool o droghe o con disagi psichici, andranno a vivere vicino a loro. Oppure quando onesti cittadini, in lista d'attesa da decenni per una casa popolare, capiranno che un tetto per i senza dimora c'è e per loro no.

"È necessario, quindi - e conclude - non dare nulla per scontato ed educare all'accoglienza, nella consapevolezza che solo con la collaborazione della cittadinanza (ma direi anche con la complicità) si possono affrontare fenomeni così importanti. Un'esperienza che ho vissuto in prima persona quando, nel periodo delle temperature più rigide, ho risposto alle tante persone che hanno chiamato al numero di cellulare, che io stessa avevo attivato, per segnalare la presenza di clochard rimasti a dormire in strada: o quando ho potuto toccare con mano la generosità e la vicinanza dei numerosi cittadini che si sono recati al dormitorio per portare bevande e pasti caldi, coperte e altre cose utili ai senza dimora. Ecco, sono convinta che dobbiamo puntare su questa parte di umanità, più che sui sapientoni che strumentalizzano le miserie altrui per fini di propaganda politica (forse si riferisce a una polemica scatenata dal partito di Mascu quando era all'opposizione, perché la Allegrino ospitò alcuni clochard anche nel suo Spazio privato di via Italica, nella foto "rubata" qui a sinistra, ndr). A me stessa, a voi e a tutti, voglio ricordare che queste donne (poche) e questi uomini (molti) sono stati figli, fratelli, padri, mariti, mogli di qualcuno, molti di loro conducevano un tempo vite normali, molti hanno commesso errori e stanno pagando perfino con la perdita della propria dignità; voglio ricordare che sottile è il confine tra 'noi' e 'loro' e che se crediamo nella pari dignità sociale, proclamata dall'articolo 3 della nostra Costituzione, dobbiamo occuparci in modo serio e responsabile di loro e non tentare inutilmente di spazzarli via, come si fa con i granelli di polvere o con gli scarafaggi. Bisogna agire con amore e attenzione e, soprattutto, mettendo intelligentemente insieme gli strumenti, le forze e le buone volontà. Sono certa che possiamo farcela".

 

 

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