Ema, direttore unico italiano non deluso. Amsterdam preferita dai dipendenti

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L'agenzia europea del Farmaco (Ema) lascia la britannica Londra per l'olandese Amsterdam, e non per Milano, sconfitta dalla sorte per monetina dopo essere stata in vantaggio. L'Italia intera è arrabbiata quasi come per l'eliminazione della Nazionale di calcio dai Mondiali. C'è un solo italiano che non lo è o non lo dà a vedere: è Guido Rasi che del'Ema è addirittura il direttore esecutivo dal 2015 (e in precedenza lo era stato dal 2011 al 2014). Rasi (nella foto d'apertura p a sinistra con Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, pure italiano), non s'è lamentato: al di sopra del campanilismo, l'essenziale per il direttore è il futuro dell'agenzia finalmente uscita dall'incertezza causata dalla Brexit: "La decisione è la benvenuta. Nell'ultimo anno e mezzo abbiamo vissuto nell'incertezza. La nuova ospite, Amsterdam, risponde a molti dei nostri requisiti" ha detto Rasi, preoccupato più per il fatto che molti impiegati, pensa che saranno almeno 200, non seguiranno il trasloco dalla Capitale britannica a quella olandese e dovranno essere sostituiti. A settembre scorso un'indagine interna all'Agenzia aveva fatto capire che Amsterdam era la sede preferita dall'81% dei circa 900 dipendenti; Milano solo al 69%. 

Amsterdam, ha detto Rasi, offre ottimi collegamenti per i trentamila esperti che ogni anno viaggiano verso l'agenzia, ma anche alberghi, alloggi e infrastrutture. Essenziale è che nella transizione non si perda nemmeno un giorno perché l'Ema autorizza e gestisce tutti i medicinali in circolazione in Europa. L'agenzia comincerà a lavorare ad Amsterdam il 30 marzo 2019, il giorno dopo la data prevista per l'uscita di Londra dall'Unione europea. Sedici mesi per organizzare un trasloco che dovrebbe costare circa 400 milioni di euro. Infine, una secca considerazione sulla Brexit in sé: "Cerchiamo di essere sicuri di non perdere molto nella transizione. Quello che perde Londra, la Gran Bretagna, a parte la vita felice che abbiamo avuto qui, sono loro a doverlo valutare. Immagino che lo abbiamo valutato prima di far scattare l'articolo 50." 

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