Canada protegge islamici banditi in Usa che precisa: Decreto vale per turisti

Il Canada rilascerà permessi di soggiorno temporanei ai cittadini dei sette paesi musulmani indicati nel decreto americano voluto dal presidente Usa Donald Trump che rimarranno bloccati in Canada. Lo ha annunciato Ahmed Hussen, neo ministro dell'Immigrazione, ex rifugiato somalo e musulmano, voluto dal premier liberale Justin Trudeau (i due insieme nella foto d'apertura), che prosegue nella sua politica a favore degli immigrati ostacolati da Trump per gli ingressi in Usa. "Voglio assicurare le persone che saranno bloccate in Canada che userò la mia autorità per concedere loro un permesso di soggiorno temporaneo, se necessario, come abbiamo fatto in passato", ha detto il ministro, riferendo di persone a cui è stato negato d'imbarcarsi su voli in partenza dal Canada. Sono oltre 35mila i cittadini canadesi che hanno anche la nazionalità di uno dei sette paesi della lista nera. Hussen ha quindi confermato che Washington ha assicurato Ottawa che il decreto con cui è stato bloccato l'ingresso negli Stati Uniti ai cittadini di Iraq, Iran, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen non si applica ai cittadini canadesi con la doppia nazionalità di uno di questi Paesi, così come sarà per i cittadini britannici con doppio passaporto che si recano in Usa da un paese terzo. Concessione fatta a Theresa May, prima leader mondiale a fare visita a Washington al neo presidente Usa (i due nella foto a destra). Chi ha doppia cittadinanza "è suscettibile a un'ulteriore verifica se proviene da uno di questi sette pesi, per esempio un libico-britannico in arrivo negli Stati Uniti dalla Libia". Sono lontani i tempi dell'era David Cameron (conservatore come la May ma dimessosi perché contro la Brexit), in cui i britannici s'interrogavano se addirittura concedere o meno l'ingresso di Trump in Gran Bretagna, visti i suoi annunci durante la campagna elettorale.

La posizione del Canada ha generato subito una reazione terroristica: sei persone sono morte e altre otto sono rimaste ferite in un attentato messo a segno ieri sera in una moschea del Quebec. Trudeau ha condannato "questo attacco terroristico contro musulmani in un centro di preghiera e accoglienza", sottolineando che i "canadesi di fede musulmana sono un importante parte della nostra società". La polizia ha quindi riferito dell'arresto di due persone che sarebbero gli autori del vile attentato al Centro culturale islamico di Quebec che era già stato preso di mira lo scorso giugno, durante il mese sacro del Ramadan, quando venne lasciata una testa di maiale all'ingresso. 

L'amministrazione Trump - sommersa da proteste e caos negli aeroporti, dove riman gono bloccate persone in viaggio ignare delle novità migratorie Usa - s'è affrettata a precisare che chi ha un permesso di soggiorno permanente negli Usa è esentato dal bando sugli ingressi da sette paesi musulmani. "I detentori della 'Green card' sono esentati dall'ordine esecutivo per motivi di interesse nazionale - ha detto la Casa Bianca - I residenti permanenti legali negli Stati Uniti che viaggiano con un permesso I-551 (green card) valido potranno imbarcarsi sugli aerei diretti negli Usa e saranno valutati per eccezioni all'aeroporto di arrivo, come adeguato. L'ingresso di queste persone è subordinato a controlli di sicurezza, è nell'interesse nazionale". 

Intanto quattro giudici federali hanno decretato al sospensione e dell'ordine, circa 300 persone sono state fermate o arrestate in tutto il mondo e i legali per i diritti civili preannunciano battaglia davanti alla Corte suprema.

 

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